Un tempo, se ben ricordo...
May 20 / 1:14am

Rosa di Heidegger

20

Nume gelido delle vergini d’acciaio

il cornetto, il cappuccino. Versi

nel corpo pingue per il tuo viso esangue.

Per languire al plurale, slinguare,

sfigurare nel godere

di Roma aventina e postequinoziale,

presolstiziale, più semplicemente

primaverile. Torno al clivo

dove la fine in fondo

è dove sale. Rammemorante

e calcolante il pensiero

di te che mi azota esilarante, ogni notte

fonda, ogni mattina inoltrata che latra

o guaisce, punisce il ricordo nel rumore

del russo, del busso dell’ancora non posso

l’inganno del mondo, il dio tondo

che si fa tubero, pomo d’oro

energetico, basilico acrilico il fondo del cielo,

meta e simbolico il pelo nell’uovo.

Metafora della natura per metà è fuori

città, mentre la parte restante dallo sguardo

è assente. Si, stupisce. Chi attraversa

sulle strisce, chi si ferma, chi investiti i pensieri

s’allontana. Ti faccio più che bella,

bellissima era ieri.

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